Famosa per il suo “oro verde”, la capitale italiana del pistacchio è Bronte, una piccola cittadina (20.000 abitanti) distante 50 chilometri dal capoluogo Catania. Il nome della città ha origini greche, deriva infatti dal ciclope Bronte (“boato” in lingua greca) che anticamente secondo la mitologia ellenica era stato Continua a leggere →
Bronte, la città del pistacchio
Ad Agadir low cost
Agadir, in Marocco, viene definita la “città benedetta da Allah”; profumati giardini, dorate spiagge che si riversano su di un mare caldo e piacevolmente quieto. Relax ed attività sportive (dal golf all’equitazione) trovano in questa cittadina una perfetta unione, in quello che resta senza dubbio lo Continua a leggere →
Thailandia, non soltanto massaggi
La Thailandia è il Paese più visitato dell’Asia sud-orientale; il suo nome originario è Siam, trasformato nel 1949 in Prathet Thai, o più comunemente Thailandia, dal significato “terra libera” (storicamente l’unico Paese della zona a non aver subito
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L’incantevole borgo di Dolceacqua
Con la curiosità e l’emozione di avventurarsi lungo la Val Nervia, lasciandosi alle spalle per un momento la splendida riviera ligure, ad appena otto chilometri da Ventimiglia facciamo il nostro ingresso nel fiabesco borgo medievale di Dolceacqua.
Il pittoresco villaggio di pietra, come la maggior parte dei comuni adiacenti della stessa valle, si distribuisce lungo il torrente dal quale questa prende il nome: Nervia.
L’imponente Castello dei Doria (riaperto al pubblico dal luglio 2007) domina la parte più antica del paese, chiamata “a Téra” – ovvero “la Terra” – costituito da piccole Continua a leggere →
La piccola isola di Mozia, riscoprire una perla del mediterraneo
La piccola isola di Mozia, circa 10 km a nord di Marsala, è un gioello incantevole. Mozia nasconde un raro esempio di insediamento fenicio. Fondata come una piccola colonia commerciale, ben presto il borgo diventò un’importante città. In seguito ai continui scontri tra greci e fenici, nel 397 a.C. Mozia venne però conquistata e distrutta da Dionisio I di Siracusa. I sopravvissuti abbandonarono quindi l’isola e fondarono l’attuale Marsala.
Lo scopritore di Mozia fu Giuseppe Whiteker, Continua a leggere →
Taormina, dalla mulattiera al Festival dell’arte
Taormina in origine era solo un placido paese raggiungibile a dorso di mulo. Un giorno di fino ‘800 giunse il fotografo tedesco Wilhelm von Gloeden, che desiderava curare un’affezione polmonare con il mite clima invernale di Taormina. Qui egli scoprì un paesaggio e delle persone indimenticabili. Cominciò a fotografare questi luoghi e le sue foto sancirono definitivamente la fama internazionale del fotografo e di Taormina. Continua a leggere →
Marsala e il suo vino, la risposta siciliana al Porto
Marsala è una città ricca di attrattive. Venne fondata dai fenici nel 397 A.C. e deve il suo nome ai fenici che la definirono Marsal-Allah, porto di Dio. Marsala si è guadagnata un posto nei libri di storia dopo lo sbarco di Giuseppe Garibaldi nei primi giorni di maggio del 1860, che per molti rappresenta l’inizio del movimento per l’unita d’Italia. Marsala è però diventata famosa in tutto il mondo per il vino da dessert. Continua a leggere →
Campi di grano verde-oro caratterizzano il paesaggio collinare quasi privo di alberi intorno alla città di Enna, che spesso è avvolta nella nebbia. Non stupisce quindi il fatto che la mitologia abbia indicato questa zona come una delle aree preferite da Demetra, la Dea della fertilità.
“Città della ceramica”, cosi è definita Caltagirone. Gli Arabi la chiamarono invece “montagna dei vasi”. Per via dei suoi ricchi giacimenti di argilla, già nell’antichità la cittadina era infatti un centro di produzione di questo materiale. A Caltagirone, ricostruita in stile barocco dopo il terremoto del 1693, le piastrelle di ceramica colorata sono presenti ovunque: su ponti, balconi, scalini e chiese.
Nel 1989 il Consiglio d’Europa ha eletto la città barocca di Noto “capitale del Barocco siciliano”. In realtà questa nomina era però un grido di aiuto. Da decenni infatti la città versava in un tale stato di decadenza che per molti edifici era quasi impossibile distinguere cosa fosse più antico: se il palazzo o l’impalcatura che lo sosteneva. Ma solo dopo il crollo della cupola del Duomo in seguito a un leggero terremoto nel marzo del 1996 il problema attirò l’attenzione da parte di tutti, e in tal modo si misero in moto anche gli apparati burocratici.
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